23/02/2012
KABUL - "Dovete attaccare con coraggio le basi dei soldati invasori, i loro convogli militari, ucciderli, catturarli, batterli e dare loro una lezione: che non devono osare mai più insultare il sacro Corano". Questo l'appello lanciato dai Talebani alla po
KABUL - "Dovete attaccare con coraggio le basi dei soldati invasori, i loro convogli militari, ucciderli, catturarli, batterli e dare loro una lezione: che non devono osare mai più insultare il sacro Corano". Questo l'appello lanciato dai Talebani alla popolazione afgana per vendicare il rogo di copie del Corano ad opera di soldati statunitensi che ha scatenato violente proteste a Kabul e in altre città. Proteste che ieri hanno provocato almeno nove morti e decine di feriti e che continuano per il terzo giorno consecutivo.
"Dato che la protezione della vita e delle proprietà dei musulmani è dovere di tutti i musulmani, i manifestanti dovrebbero colpire gli invasori e le loro basi", si legge nel comunicato dei Talebani. Il principale portavoce dei miliziani, Zabiullah Mujahid, ha però precisato che l'episodio non avrebbe influenzato il dialogo in corso con l'amministrazione americana in Qatar, destinato ad aumentare la fiducia reciproca per favorire uno scambio di prigionieri.
Questa mattina alcune centinaia di persone sono scese in piazza a Bagrami, a una trentina di minuti dalla capitale, per manifestare la loro rabbia contro le forze della coalizione internazionale. "Si tratta di una mobilitazione pacifica - ha detto il capo della polizia locale, Ayoub Salangi - ma abbiamo mandato molti agenti nella zona". Un migliaio di dimostranti hanno inscenato un corteo al grido di "A morte l'America" a Mihtarlam, capoluogo della provincia di Lagham, a est
di Kabul, dove è stata attaccata la sede di un gruppo Nato per la ricostruzione in cui operano insieme militari e civili. Circa 300 studenti hanno protestato a Jalalabad, città dell'est che ospita un'importante base americana. Proteste anche ad Asad Abad, capoluogo della provincia nord-orientale di Kunar, dove circa 500 manifestanti hanno chiesto che "i colpevoli siano processati" perché "le scuse non bastano". Alcune centinaia di persone in piazza inoltre nelle province settentrionali di Takhar, Badkhshan e Baghlan.
10:37
Scritto da: admin
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